Friday, January 27, 2006

William Kentridge



Cartine, documenti ed oggettistica d’epoca vengono avvolti in un gioco di luci teatrale. Su riproduzioni di paesaggi vergini l’artista traccia in rosso lo sfruttamento futuro: macchinari dall’incomprensibile utilità che raccontano il giogo con tratto fiabesco, poetico e crudo. Lo sguardo ignaro e smarrito di chi subisce la colonizzazione sembra stagliarsi contro i muri della stanza, sbucando tra gli angoli come un fantasma ridesto


news art 03

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